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Marciano telefonò a Luigi, l'autista del commissario.
"Ti aspetto tra cinque minuti davanti al portone. Mi devi portare in tempo zero all'Isola del Silenzio. Devo interrogare immediatamente Tommaso Picardi!" tuonò.
"Agli odini signor commissario!" taglio' corto Luigi, che conosceva bene gli umori variabili del suo superiore.
Isola era il nome del quartiere cittadino dove era stato costruito il carcere distrettuale. Essendo una "cattedrale" nel deserto, intorno non c'era nulla, la struttura era generalmente conosciuta come Isola del Silenzio.
Tommaso Picardi sì presentò al parlatoio molto provato. Il carcere era duro e pesante. Il commissario gli si rivolse dandogli del tu, come se fosse suo figlio.
"Tommaso, da quanto tempo fumi la pipa?" chiese.
Il giovane, che non si attendeva la domanda, capì subito.
"Commissario,la fumo da...ehm..."
"Dai ragazzo!"
"Da qualche anno,ma...non sempre...me l'ha regalata mio zio Arturo" balbettò mentre le lacrime gli rigavano le guancie rosa.
Poi,improvvisamente,gridò;pescando il tono di voce dal fondo del barile:"Commissario,sono innocente! Lo giuro, sono innocente!"